Alopecia androgenetica maschile

L’alopecia androgenetica è una condizione legata alla genetica e all’eredo familiarità, e agli ormoni.
Più che un’alterazione ormonale macroscopica essa è data da una alterata capacità recettoriale a livello dei follicoli piliferi, i quali captano un particolare derivato del testosterone, il diidrotestosterone: tale ormone commutato da un particolare enzima chiamato cinque alfa reduttasi di tipo II è in grado di aumentare il ritmo di crescita del singolo follicolo e di causare quindi la miniaturizzazione del capello stesso.
Non solo però: nelle donne è necessario scoprire l’eventuale associazione con un’alterazione degli ormoni gonadici o surrenalici i quali possono essere collegati alla calvizie femminile e all’irsutismo. Nell’uomo gli esami sierologici ad eccezione di casi particolari, non sono indicati.
La diagnosi di calvizie viene effettuata mediante la visita clinica e la tricoscopia digitale: quest’ultima metodica ultrastrutturale specifica, è figlia della ben nota dermatoscopia digitale per la mappa dei nei: grazie alla magnificazione del campo ottico è possibile evidenziare dei quadri specifici che nella calvizie vengono caratterizzati dalla diminuzione della densità locale, dall’alterazione del diametro medio del capello, e da particolari segni dermoscopici legati all’alopecia androgenetica stessa.
Dal punto di vista clinico possiamo caratterizzare la Calvizie maschile in due tipologie di presentazione clinica:

  • il pattern maschile
  • il pattern femminile
    Il pattern maschile è caratterizzata tipicamente dal punto di vista clinico da un arretramento della linea frontale e dei golfi bitemporali associato o meno con un diradamento della zona posteriore del cuoio capelluto a livello della regione parieto occipitale (popolarmente definita “chierica”)
    Dal punto di vista prognostico la calvizie maschile è classificata grazie alla scala di Hamilton Nordwood.
    Dal punto di vista Tricoscopico il pattern della Calvizie evidenza una netta riduzione della densità locale, un’alterazione del diametro medio del fusto dei capelli ed altri segni dermoscopici come le depressioni centrofollicolari.

Grazie alle nuove terapie, la calvizie può essere curata con successo.
Oltre alle terapie classiche come Finsteride e Minoxidil, ad oggi un cenno particolare va fatto alle nuove terapie rigenerative con fattori di crescita del follicolo (FGF):
queste terapie, effettuabili nella sede Dermatologica, si basano sull’impiego di un pool di sostanze pro-attive per il trofismo e la crescita delle cellule del follicolo pilifero. Dotate di altissimi profili di tollerabilità e sicurezza (sono dei medical device di classe III) hanno come punto di forza:

  • la purezza delle sostanze impiegate
  • l’assenza di effetti collaterali
  • la standardizzazione del prodotto, quest’ultima cosa invece non sempre producibile con l’impiego di sostanze autologhe come il PRP o le cellule stromali del grasso cutaneo, per le quali ancora si è in cerca del device utile per la loro standardizzazione.
    Grazie a queste terapie, i risultati in termini di arresto della Calvizie e di rinfoltimeno naturale possono essere sorprendenti.
    Rivolgersi sempre al proprio dermatologo di fiducia è la regola da perseguire sempre
    Dr Luigi Laino, Medico Specialista Dermatologo e Tricologo